La storia

La storia della diocesi

La Chiesa di Pozzuoli, dopo Roma, è una delle più antiched'Italia e dell'Occidente.

Il fatto che l'apostolo Paolo, giunto a Pozzuoli nella primavera del 61 d.C., vi abbia trovato dei "fratelli", cioè cristiani, che lo pregarono di trattenersi con loro una settimana, fa pensare che il messaggio di Cristo sia stato portato molto presto, forse da ebrei convertiti al Cristianesimo che avevano con Puteoli (nome latino di Pozzuoli), grande e famoso porto commerciale di Roma,traffici intensi e cittadinanza come attesta Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche 17,12). Non fu certamente facile ai "fratelli" incontrati da san Paolo e ai loro successori diffondere e vivere il Vangelo in un ambiente opulento e assillato dal guadagno come quello puteolano. Pagarono, infatti, con il sacrificio della vita la loro fedeltà a Cristo, i martiri Artema nel 250, Acuzio, Eutiche, e Proculo nel 305. I primi tre erano laici, il quarto diacono (protettore principale della città e diocesi); tutti appartenenti alla Chiesa di Pozzuoli, unitamente al vescovo di Benevento Gennaro e i laici Eutiche ed Acuzio. La serie dei suoi vescovi è storicamente documentata a partire dalla seconda metà del IV secolo con Fiorenzo che nel 372 regge la comunità dell'antica Puteoli , non più porto commerciale di Roma, ma cittadella arroccata su un promontorio, i cui abitanti vivono di pesca e di agricoltura; quel tanto che basta alla loro sopravvivenza. Si assegna alla seconda metà del IV secolo la nascita dell'organizzazione diocesana di Pozzuoli. Diremmo meglio che risale a quest'epoca la prima documentazione certa della sua esistenza, mentre per i secoli anteriori non vi sono testimonianze degne di fede, ma leggende. Questo fu il piccolo seme che, nonostante gli eventi sismici e quelli dell'umana miseria, fecondato dalla Grazia divina, ha dato origine ad un grande albero che si presenta con oltre 500.000 abitanti cattolici residenti su un territorio di 105,27 kmq., 68 parrocchie, 90 sacerdoti diocesani, 49 sacerdoti religiosi, e 160 religiose.