Pellegrini nella Notte - sulle orme di Paolo

Un fiume di Giovani in piena sulle orme di Paolo e dei martiri puteolani.

Nella notte del 30 maggio scorso, lungo le strade della città di Pozzuoli, i giovani della nostra diocesi, hanno condiviso un itinerario storico-spirituale, sulle orme dell’apostolo Paolo, dal titolo “PELLEGRINI NELLA NOTTE”.

Pellegrini, non vagabondi… vuol dire procedere con il desiderio di incontrarsi e incontrare, assumere le fatiche e i rischi dello straniero…nella notte, in cui possiamo scatenare  la nostra creatività, spalancare le porte dei  sogni, liberi dalla catene dei ritmi frenetici della giornata.

Partiti dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie alla volta della Collina di San Gennaro ad ogni tappa la Prof.ssa Andreina Moio ci ha presentato dal punto di vista storico-culturale il sito in cui sostavamo, che con le meditazioni teologiche di don Mario ci trasportava spiritualmente alla vita di Paolo, attraverso i sui scritti, eravamo poi catapultati nel concreto del nostro cammino di fede dalle riflessioni di don Gennaro Pagano.

 

“Chi ci separerà dall’amore di Cristo?” e “Nessuno disprezzi la tua giovane età” Sono state le esortazioni che Paolo ha consegnato ad ogni giovane presente all’inizio del pellegrinaggio: egli ci porta la sua esperienza  di discepolo perseverante nonostante “quella spina nella carne” che magari portiamo dentro anche noi e che a volte ci frena e distoglie dal cammino. Partendo dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie ci siamo recati presso la lapide commemorativa dello sbarco di Paolo facendo memoria delle radici antiche della chiesa puteolana…il luogo dell’approdo ci ha rimandato a riflettere sulla necessità di non perdere mai lo sguardo dalla meta, da Gesù, la stella polare della nostra navigazione. Intrapreso il viaggio però è bene non dimenticare mai da dove si è partiti, le nostre radici. Siamo giunti infatti nel duomo del Rione Terra, riaperto al culto dopo 50 anni e tra lo stupore generale per la sua bellezza, abbiamo simbolicamente varcato la “porta della nostra fede”, delle radici cristiane della nostra diocesi.  Il cammino del pellegrino non è mai tutto in pianura, ma talvolta si rivela una vera e propria battaglia…come quella tra martiri e belve “la battaglia della fede” impone delle scelte radicali e coraggiose che spesso conducono  al Getsemani, il luogo della paura di mettere in gioco tutti noi stessi…è il momento in cui l’amore diventa concreto e pieno. Quale sito migliore del cratere della Solfatara per affrontare tale tema. In un suggestivo gioco di luci, nel buio e nel silenzio avvolgente del rovente cratere, abbiamo ricordato il martirio dei nostri Santi Patroni. Siamo infine giunti al convento di San Gennaro dove  abbiamo meditato sulle parole di Papa Francesco pronunciate nella scorsa GMG :“Cristo ha fiducia nei giovani e affida loro il futuro della sua missione”. In questo modo siamo incoraggiati a diventare “i costruttori di una chiesa più bella e di un mondo migliore”.

La nostra marcia silenziosa ma tanto appariscente ha suscitato interesse e curiosità in numerosi passanti , ma ha soprattutto colpito e affascinato tutti noi; molti spinti dalla semplice curiosità o dalla volontà di dare seguito ad un cammino di fede da poco iniziato, altri affascinati dall’opportunità di un pellegrinaggio notturno un po’ particolare...ma tutti piacevolmente stupiti dalla numerosa adesione di coetanei con i loro stessi desideri e motivazioni.  Ci siamo riconosciuti tutti cercatori della Verità, che fanno del proprio cammino una vita e della propria vita un cammino..alla ricerca di Colui che è il cammino, la via, la verità e la vita.

 

Alberto Casertano