DUE ICONE, DUE STORIE, UN SIGNIFICATO

DIOCESI DI POZZUOLI 3-4-MAGGIO 2015

Sulla strada verso la GMG di Cracovia 2016 i giovani di tutta Italia si stanno preparando al grande evento con tante iniziative in giro per le diocesi. Una di queste accomuna ed unisce tutto il Paese nel segno di una tradizione ormai consolidata. Ad ogni giornata mondiale della Gioventù i giovani italiani donano alla diocesi del paese ospitante le copie di due icone: il Crocifisso di san Damiano e la statua della Madonna di Loreto.

Il primo, intrecciato con la storia di San Francesco, patrono d’Italia, al quale, nel 1206, si è rivolto pronunciando le parole “va e ripara la mia casa” e dando il là alla straordinaria vita di fede e testimonianza del poverello di Assisi. La seconda ha per tutti i ragazzi italiani un significato speciale. Per volere di San Giovanni Paolo II, infatti, tutta la Pastorale Giovanile nazionale è consacrata alla Madonna di Loreto e, così, la statua lignea della Vergine nera viene consegnata, insieme al Crocifisso, al paese ospitante. Le due icone, benedette da Papa Francesco, stanno attraversando tutte le diocesi del Paese e, il 3 e 4 maggio, hanno fatto tappa a Pozzuoli. L’Ufficio per la Pastorale Giovanile ha accolto la Madonna e il Crocifisso mettendo a punto una due giorni densa di significati. Domenica 3 maggio le icone sono state portate, accompagnate da un gruppo di giovani della diocesi, nel penitenziario minorile di Nisida, dove sono state esposte nel corso dell’Eucarestia celebrata insieme agli ospiti della casa circondariale. Il tutto per sottolineare che i ragazzi di Nisida, a dispetto degli errori commessi in giovanissima età, non vanno ghettizzati ma resi partecipi delle tappe di avvicinamento a Cracovia, dove tutta la gioventù mondiale sarà riunita. Un modo per testimoniare la loro appartenenza al mondo giovanile. E, proprio in quel luogo di sofferenza, la presenza “fisica” della Madonna e del Crocifisso sono un messaggio concreto di speranza e della misericordia infinita di Dio perché, come anche Papa Francesco ha detto “il primo santo era un ladro”. All’indomani il Crocifisso di San Damiano e la statua hanno fatto tappa alla cattedrale di Pozzuoli. Per l’occasione i giovani hanno organizzato un momento di preghiera, alla presenza del vescovo Mons. Gennaro Pascarella, recitando il Santo Rosario. La scelta, trovandoci in tempo di Pasqua, è caduta sui Misteri della Luce: ognuno di esso associato a cinque storie di martiri cristiani contemporanei. Internet e tv ci riempiono di notizie di tragedie: cristiani uccisi per la loro fede e naufragi nel canale di Sicilia sono diventati tristemente routine. E, così, alla presenza di queste due icone, si è voluto pregare per questi nostri fratelli perché non si disperdano nel continuo vortice di notizie ma restino nei cuori e nelle preghiere. La morte di oltre 900 migranti dello scorso 19 aprile, il 14enne pakistano bruciato vivo dai suoi amici perché cristiano, i 21 coopti sgozzati dall’Isis in Libia, gli attacchi dei talebani alle chiese di Lahore in Pakistan e i cristiani nigeriani perseguitati da Boko Haram, queste le cinque storie di martirio per le quali si è pregato affinché, usando parole del Papa, si ponga un freno alla “globalizzazione dell’indifferenza”. E la provvidenza ha fatto, ancora una volta, il suo corso. Alla veglia di preghiera, infatti, erano presenti 9 giovani nigeriani scampati proprio al recente naufragio di Lampedusa e smistati a Pozzuoli dove, però, alcuni abitanti del posto hanno ben pensato di metterli in fuga con vergognosi atti intimidatori costringendoli ad abbandonare le strutture dell’Associazione accreditata alla loro accoglienza. Ma il 4 maggio sera… i giovani puteolani hanno manifestato tutta la loro vicinanza e accoglienza a questi fratelli testimoni del dramma dei migranti ma, soprattutto, esempi di fede. I giovani africani, infatti, non appena arrivati a Pozzuoli, come prima esigenza, hanno chiesto non cibo… non vestiario od altro… ma una Bibbia in lingua inglese. Desiderio esaudito dalla Pastorale Giovanile diocesana, con la Sacra Scrittura consegnata loro dai ragazzi puteolani nel toccante momento di chiusura della veglia di preghiera al cospetto della Madonna di Loreto e del Crocifisso di San Damiano. Due giorni ricchi di testimonianze e preghiera: un ottimo viatico per proseguire nell’avvicinamento a Cracovia 2016.


Jacopo Romeo