Sinodo 2018, la non facile sfida dei giovani cristiani. L’apertura della Pastorale Giovanile nel Duomo del Rione Terra

Nel duomo del Rione Terra, gremito di giovani, la domanda «Maestro, dove dimori?» è stata il filo conduttore della serata dedicata all’inizio delle attività della Pastorale giovanile diocesana. «Venite e vedrete», rispose Gesù a questa domanda.

Allo stesso modo Papa Francesco, parlando del Sinodo dei Giovani, ha ribadito che questa semplice frase non è rivolta solo ai discepoli di Gesù, ma anche a noi giovani che dobbiamo avere il coraggio di scegliere la via giusta per saper viaggiare nella vita. Quest’ultima, infatti, non è senza direzione: ha uno scopo, datoci da Dio. Tutto ciò avviene nell’ istante in cui udiamo quella voce o sentiamo quell’ impulso che ci invita a metterci in cammino nonostante il frastuono del mondo. 

Qualunque sia la nostra vocazione, l’importante è essere sempre coraggiosi, generosi e soprattutto gioiosi per poter prendere in mano la nostra vita, mirare alle cose più profonde e conservare sempre un cuore libero. «I giovani - dice il Papa - sono un dono da amare e incoraggiare per far sì che questo sinodo, ovvero questo “camminare insieme”, li porti a rispondere alla chiamata che il Signore rivolge ad ognuno di loro e questo è possibile nella misura in cui, anche attraverso l’accompagnamento di guide sagge ed esperte, sapranno intraprendere un itinerario di discernimento per conoscere il progetto di Dio sulla loro vita e raggiungere la felicità, quella vera». È fondamentale però far sentire la nostra sensibilità, la nostra curiosità e perfino i nostri dubbi e le nostre critiche, affinché la Chiesa ascolti la nostra voce e ci accompagni in questo cammino che il più delle volte sembra un girovagare senza meta. 

Quindi, non bisogna aver paura di ascoltare lo Spirito che ci suggerisce scelte audaci, o temere la coscienza quando ci chiede di rischiare per seguire il Signore. Anzi, bisogna andare avanti con l’entusiasmo e con quello spirito di avventura che caratterizza la gioventù, nelle circostanze buone ma soprattutto in quelle cattive, quando, guardandoci intorno, sembra che  Dio non appaia all’orizzonte.

Ospite e testimone dell’evento presieduto dal vescovo monsignor Gennaro Pascarella, è stato Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo. «È proprio in questi momenti - ha esordito Landi -che dobbiamo provocarlo con la domanda “Maestro, dove dimori?” Dio dove sei? E soprattutto se ci sei, batti un colpo nella nostra vita. E vedremo che Lui, al nostro richiamo sincero, autentico, non ci deluderà. Ci risponderà, facendoci capire che non ci ha mai abbandonato, che è proprio lì, accanto a noi e ci guida, orientandoci con la sua grazia, verso i grandi sogni, verso l’amore e la bontà verso i nostri fratelli». In riferimento al Sinodo dei Giovani del 2018, ha sottolineato che è quindi importante guardare i giovani “per quello che sono”: «Essere giovani, in particolare giovani cristiani, non è facile. La gioventù è un percorso che riguarderà soltanto un pezzo della nostra vita e al Signore non interessa se saremo bravi giovani, ma che abbiamo la curiosità e la voglia di diventare uomini e donne che sappiano vivere la propria vita con pienezza e con verità, una vita seguendo la parola di Dio, la quale ci darà sempre grandi soddisfazioni».

Bruna Caione