Beati i poveri: via crucis dei giovani

Come di consueto nel giorno della Domenica delle Palme si celebra, a livello diocesano, la Giornata Mondiale della Gioventù. Nella Diocesi di Pozzuoli abbiamo vissuto questo momento di Comunione con Cristo percorrendo, con il nostro vescovo Gennaro Pascarella, la Via della Croce, quella Via che Gesù, vero Dio e vero uomo, percorse per redimere il mondo intero.

Quest’anno l’evento ha avuto luogo nella cittadina di Monte di Procida.

Presieduta dal vescovo, con la partecipazione di una cospicua parte dei presbiteri della Diocesi, la Via Crucis ha attraversato le vie del paese, partendo dalla Parrocchia di San Giuseppe e della Madonna di Loreto ed ha proseguito per circa due ore fino alla Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, dove ad attendere la processione c’era il Coro della Pastorale Giovanile Diocesana, guidato da don Giovanni Varriale, che ha da lì animato questo momento di condivisione e preghiera con il canto.

 

Il tema principale del percorso di domenica sono state le Beatitudini, di cui Gesù parla nel Vangelo di Matteo; ci siamo soffermati fondamentalmente sulla prima delle otto: “Beati i poveri in spirito”. Ciò sta a significare che, per essere “beatus”, (cioè “felice”), bisogna seguire Cristo ed “accettare la Sua Potestà”(stando alle parole di Papa Giovanni Paolo II). Il “povero in spirito” non è altro che colui che ha il cuore distaccato dalle ricchezze; ne fa buon uso, se le possiede; non le cerca con sollecitudine, se ne è privo; ne soffre con rassegnazione la perdita, se gli vengono tolte. Il “povero in spirito è beato in quanto sceglie la povertà liberamente, per amore, condividendo con gli altri fratelli i propri beni, rendendo anche loro felici: perciò il Signore si prenderà cura di loro.

Al termine della Via Crucis il Nostro Vescovo, nella sua riflessione, ha riportato alcune delle parole che Papa Francesco rivolse ai giovani sulla spiaggia di Copacabana, nella metropoli brasiliana di Rio de Janeiro, durante l’ultima Giornata Mondiale della Gioventù: il papa, infatti, invitò noi giovani a seguire l’esempio di San Francesco, il poverello d’Assisi.

Questo momento ci aiuti dunque a riflettere e ci faccia porre ogni giorno la domanda: “Ma noi ripariamo la casa di Dio? Siamo operatori di pace e di bene? Abbiamo fame e sete della giustizia di Dio?”.

Impegnamoci dunque a portare Gesù ai nostri fratelli che hanno bisogno del Suo Amore. Come faremo? Semplice: rinnegando noi stessi, prendendo la nostra Croce, e seguendolo.

Di Adriano Spagnuolo Vigorita