Pellegrini nella notte

Nella notte del 30 maggio, accompagnati dalle notizie storiche della prof.ssa Andreina Moio, dalle riflessioni spirituali di don Mario Russo e dall’attualizzazione  della tappa di don Gennaro Pagano , i giovani della nostra diocesi , sulle orme dell’apostolo Paolo, hanno condiviso un itinerario intitolato “PELLEGRINI NELLA NOTTE”.

Pellegrini, non vagabondi. Essere pellegrini vuol dire procedere con il desiderio di incontrarsi e incontrare; chi parte in pellegrinaggio non si trova ad essere, ma si fa straniero e di questa condizione si assume le fatiche e i rischi. Il vagabondo è colui che si sposta come una piuma al vento.

Ma perché di notte?

 Nell’ oscurità e nella serenità scateniamo  la nostra creatività, spalanchiamo le porte dei  sogni; di giorno invece siamo incatenati ai ritmi frenetici della routine; di notte scopriamo un  mondo che di giorno non c’è.

1°tappa: Parrocchia di Santa Maria - “da vagabondi a Pellegrini”.

All’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie la statua di S. Paolo dimostra il legame tra la comunità e l’apostolo.

“Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”. Le parole di Paolo, pellegrino per antonomasia,  ci spronano ad affrontare le difficoltà.

2°tappa: porto di Pozzuoli- “il cristianesimo a Pozzuoli.”

Paolo, prima di giungere a Roma, approdò a  Pozzuoli, dove si  trattenne  sette giorni con dei cristiani già presenti, confermandoli nella fede ed esortandoli a superare gli ostacoli.

3°tappa: Cattedrale al Rione Terra-“ Le radici della nostra fede…le nostre radici!”

Insieme abbiamo varcato la porta della nostra  fede, per mostrare come “la fede che si rende operosa per mezzo della carità diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell’uomo “. (Papa Francesco)

“4°tappa: Anfiteatro Flavio-“ La buona battaglia della fede”.

L’Anfiteatro, luogo di svago ma di prigionia per i primi cristiani, ha donato la certezza che chi crede nel Cristo riceverà la salvezza.

5°tappa: La Solfatara- “Il Getsemani dei martiri”.

Presso la Solfatara, affascinante e temibile al tempo stesso, abbiamo riflettuto su quanto scrive Paolo nella seconda lettera ai Corinzi, dove, grazie al Signore, riesce a sfuggire alla sentenza di morte, riprendendo il suo ministero.

6°tappa: Santuario di San Gennaro- “la testimonianza della fede”

Nel luogo dove S. Gennaro subì il martirio, ora sorge il Santuario. Lì abbaiamo meditato su quanto detto da Papa Francesco in Brasile durante la GMG :“Cristo ha fiducia nei giovani e affida loro il futuro della sua missione”. In questo modo siamo incoraggiati a diventare “i costruttori di una chiesa più bella e di un mondo migliore”.

Ecco alcune domande poste ai giovani presenti: Che cosa ti ha spinto ad esserci? Sei sorpreso dalla partecipazione di tanti ragazzi? Cosa ti ha colpito di più?

C’è chi ha accolto l’invito del suo sacerdote, chi spinto da un desiderio di curiosità o da un cammino di fede da poco iniziato, chi affascinato dall’opportunità di compiere un pellegrinaggio nella notte.

Inizialmente i ragazzi non immaginavano una massiccia partecipazione, ma sono stati poi piacevolmente colpiti dalla numerosa adesione di giovani con il loro stesso desiderio di condivisione.

La tappa al Rione Terra è stata per tutti la più affascinate e ha suscitato nei presenti  un sentimento di ritrovo delle proprie radici.

E’ giusto chiederci dunque: “Sono anch’io pellegrino o forse mi sto incartando nella mia esistenza e sto diventando un vagabondo che gira e rigira su sé stesso? Il pellegrino è colui a cui non importa arrivare, ma arrivare con gli altri; il pellegrino è colui che ha lo zaino ormai vuoto, e un cuore pieno di emozioni, il pellegrino è colui che cerca la verità e fa del suo cammino una vita, e della sua vita un cammino, in cerca di chi è il cammino, di chi è la via, di chi è la verità e la vita.